Alla scoperta dei gioielli maceratesi con il FAI

Sabato 23 e domenica 24 marzo tornano le giornate FAI di Primavera, il weekend dedicato al patrimonio culturale italiano, da scoprire e proteggere insieme al FAI. A Macerata saranno visitabili la Biblioteca antica Mozzi Borgetti, il Palazzo De Vico e il Palazzo degli Studi per un totale di oltre 1.100 luoghi straordinari aperti in tutta Italia. Queste le proposte della delegazione Fai di Macerata per l’appuntamento più importante dell’anno, che coinvolgeranno centinaia di volontari e visitatori alla scoperta di una bellezza quotidiana e straordinaria, a volte sontuosa ed esplicita, altre nascosta e ferita, ma sempre profondamente nostra, che ci ricorda chi siamo e quali innumerevoli intrecci hanno tessuto il nostro passato, lasciando tracce nel nostro patrimonio culturale.
Per l’occasione, Vere Italie, sostenitore del FAI, riserverà a tutti i visitatori un coupon sconto del 10% valido nelle giornate di sabato 23 e domenica 24 marzo dal pranzo alla cena passando per l’aperitivo, il brunch della domenica dalle 12 alle 15 e l’aperitivo a buffet della domenica dalle 18. Info e prenotazioni: macerata@vereitalie.it - 0733 1840572

Biblioteca antica Comunale Mozzi Borgetti - Piazza Vittorio Veneto 2
Nel 1773, in seguito alla soppressione dell’Ordine dei Gesuiti che avevano stabilito nel palazzo il loro collegio, papa Clemente XIV concesse al Comune di formare una pubblica biblioteca all’interno dell’edificio. Soprattutto grazie a Bartolomeo Mozzi la biblioteca fu aperta ai cittadini nel 1787 con il nome di Biblioteca Mozziana. Nel 1833 il domenicano Tommaso Borgetti decise di fondare una seconda biblioteca, composta soprattutto dei volumi che egli stesso donò: la Biblioteca Borgettiana. Le due biblioteche vennero fuse nel 1855 dando vita alla Biblioteca Mozzi Borgetti, che oggi, con un patrimonio di circa 400.000 volumi, oltre 10.000 manoscritti e circa 300 esemplari di incunaboli, è una delle più grandi delle Marche.

Palazzo De Vico - Piazza Cesare Battisti 1
Il palazzo fu costruito agli inizi del XVI secolo per volere del pesarese Matteo De Vico, insigne giureconsulto e cittadino maceratese, che aveva acquistato una casa preesistente, primo nucleo del palazzo. A partire dal 1522 e nei secoli successivi l'edificio subì notevoli rimaneggiamenti, fino a quando nel 1795 assunse la forma odierna: la facciata e la loggia interna furono realizzate su progetto di Pietro Augustoni da Como nel 1795; i soffitti del piano nobile sono opera di Giovanni Anastasi e di padre Onorato di San Cristoforo.

Palazzo degli Studi - Via Gramsci 17
Il palazzo sorge sull’area del preesistente complesso conventuale di San Francesco. La chiesa di San Francesco, costruita a partire dalla metà del Duecento, occupava quasi tutto lo spazio dell'attuale piazza Cesare Battisti e costituiva l’edificio gotico più bello della città. Demoliti entro l’inizio del Novecento la chiesa e gli edifici conventuali, al loro posto fu realizzato l’attuale palazzo, su disegno di Cesare Bazzani, architetto romano che operò a Macerata durante il ventennio fascista, modificando radicalmente l’aspetto del centro cittadino. Il maestoso Palazzo degli Studi presenta un porticato di ispirazione palladiana e una raffinata decorazione di impronta classicista.

Il territorio è il nostro ingrediente principale